Partire da sola è un atto di libertà. Le cose sono cambiate. Oggi partire da sola non ti rende una “sfigata”, non ti fa sembrare triste, e soprattutto non significa che non hai nessuno nella tua vita o che vuoi stare da sola.
Fino a qualche anno fa non era così scontato: una donna che viaggiava senza compagnia veniva letta quasi sempre nello stesso modo, come se dietro ci fosse per forza una mancanza. Oggi quello sguardo è cambiato e per fortuna.
Partire da sola oggi significa, molto più semplicemente, che ti sei rotta di aspettare gli altri.
Basta aspettare il momento perfetto per tutti: L’amica che deve organizzarsi, il compagno che non ha le ferie in quel periodo, quello che “magari il prossimo anno”…

Partire da sola è un atto di libertà scegli te stessa e non aspetti gli altri.
Chiunque abbia provato a organizzare un viaggio in compagnia lo sa bene: mettere d’accordo le agende, i budget, i desideri e i tempi di più persone è quasi un’impresa. E più le persone coinvolte aumentano, più le variabili da far coincidere si moltiplicano. Io ho cominciato a viaggiare da sola per due motivi:
- Non mi adatto al ritmo degli altri e mi piace vivermi il viaggio lentamente. Con gli altri devo sempre fare le cose di fretta e non mi piace.
- Non c’era veramente nessuno in quel periodo che volesse venire, quando feci il mio primo viaggio in solitaria a Tenerife. Ero partita con l’idea di stare un mese e alla fine sono rimasta a vivere. Avevo comunque voglia di esplorare, perché sono partita con un biglietto di sola andata.
Aspettare che tutti i pezzi vadano al loro posto è un gioco che, quasi sempre, non finisce mai. Il momento perfetto per tutti, quello in cui tutti sono liberi, motivati e pronti nello stesso istante, semplicemente non arriva.
E nel frattempo il tempo passa e quel viaggio che avevi in mente resta lì, fermo, rimandato all’anno prossimo e poi a quello dopo ancora.
A un certo punto, però, qualcosa si rompe. Arriva il momento in cui dici basta: quella cosa la vuoi fare, e la vuoi fare adesso, con o senza qualcuno accanto. E smetti di rimandarla solo perché non c’è nessuno pronto a venire con te.
Un cambio di prospettiva, non solo di abitudine
Quello che sta succedendo non è solo una moda o una tendenza passeggera. È un vero cambio di mentalità. Sempre più persone, soprattutto donne, stanno iniziando a considerare il viaggio da sole non come un ripiego, ma come una scelta con un valore proprio, diverso da quello del viaggio in compagnia, non migliore, non peggiore, semplicemente diverso.
Viaggiare da sole significa decidere ogni cosa in autonomia: l’itinerario, i ritmi, cosa vedere e cosa saltare, quando fermarsi e quando ripartire. Significa anche vivere il viaggio in modo più intenso, perché non c’è nessun filtro tra te e quello che stai vivendo, nessuna mediazione, nessun compromesso su cosa fare oggi. Sei tu, completamente, dentro l’esperienza.
Scegliere te stessa
Partire da sola non è una rinuncia, è una scelta. È mettersi in gioco, uscire dalla propria zona di comfort. Scegliere te stessa invece di restare in attesa di un permesso o di una compagnia che, magari, non arriverà mai.
È un gesto piccolo nella pratica, prenotare un volo, organizzare un itinerario, ma enorme nel significato. Perché dice qualcosa di preciso su come vuoi vivere la tua vita: non in attesa che le condizioni esterne si allineino, ma prendendo tu stessa in mano le decisioni che contano.
Sempre più persone stanno facendo questo passo e vederle è bellissimo. C’è qualcosa di contagioso nel guardare qualcuna che si mette in viaggio da sola per la prima volta: la sua sicurezza cresce visibilmente giorno dopo giorno, tappa dopo tappa.
Ci vuole coraggio, questo sì. Ma una volta trovato quel coraggio, difficilmente si torna indietro: la maggior parte chi parte da sola una volta, non vuole più smettere di farlo.
Cosa cambia davvero, una volta partita
Chi ha già viaggiato da sola lo racconta più o meno allo stesso modo: qualcosa cambia, e non solo durante il viaggio. Torni a casa con una consapevolezza diversa di quello che sei capace di fare, di gestire, di affrontare da sola. Impari a fidarti del tuo istinto, a decidere in autonomia anche di fronte agli imprevisti, a goderti anche i momenti di silenzio senza sentirli come un vuoto da riempire.
E soprattutto, impari che stare bene con te stessa. Non è un traguardo che si raggiunge una volta per tutte, ma qualcosa che si allena, viaggio dopo viaggio, decisione dopo decisione.
Non è una fuga, è una direzione
C’è un equivoco che vale la pena chiarire: partire da sole non significa allontanarsi da qualcosa o da qualcuno. Non è una fuga, non è la conseguenza di una delusione, di una solitudine subita o di una fase difficile. Per molte è esattamente il contrario: è un movimento verso qualcosa, verso una versione di sé che si vuole conoscere meglio, in un contesto nuovo, senza le abitudini e i ruoli di sempre.
Chi ha una vita piena, con amici, una relazione, una famiglia, può comunque desiderare di partire da sola. Le due cose non si escludono. Anzi, spesso è proprio chi ha già una vita ricca a sentire il bisogno di ritagliarsi uno spazio tutto suo, in cui rispondere solo a se stessa per qualche giorno o qualche settimana.
Un modo diverso di viaggiare, non un viaggio a metà.
Chi non ha mai provato a viaggiare da sola immagina spesso che sia una versione “ridotta” del viaggio in compagnia: meno divertimento, meno condivisione, meno cose fatte. La realtà è diversa. Cambia il tipo di esperienza, non la sua intensità.
Si mangia dove si vuole, senza dover mediare sul menù. Puoi cambiare programma all’ultimo momento, se una spiaggia piace più del previsto o se un paesino merita un’ora in più. Parli con chi capita, con più facilità di quando si viaggia già in coppia o in gruppo, perché da sola sei più aperte agli incontri, più disponibile a lasciarti sorprendere. E torni a casa con racconti che sono solo tuoi, vissuti in prima persona dall’inizio alla fine.
Da dove iniziare
Se anche tu vuoi iniziare a viaggiare da sola ma non sai da che parte cominciare, nella mia community trovi tanti consigli pratici per muovere il primo passo: come scegliere la prima destinazione, come organizzare l’itinerario, cosa portare con te e come vivere al meglio ogni momento del viaggio, senza dover aspettare che qualcuno ti accompagni.
La cosa più importante è iniziare. Il resto, la sicurezza, i ritmi giusti, la capacità di gestire ogni situazione, arriva dopo, viaggio dopo viaggio.
un abbraccio
Elena Cinci