Playa el Pinque: la spiaggia che nessuna conosce Cosa ho imparato viaggiando sola a Tenerife?
C’è un momento preciso in cui capisci che viaggiare da sola non è una sfida da superare, ma un modo di stare al mondo. Per me è successo un mattino qualsiasi, su una spiaggia che in poche conoscono: Playa El Pinque.
Questa spiaggia è un piccolo angolo di sabbia nera nascosto nella zona di Playa Paraíso, proprio davanti al Roca Nivaria, un hotel a 5 stelle.

Ci si arriva a piedi e se vai di mattina presto la puoi avere tutto per te: sabbia nera, sassi levigati dal mare e nient’altro che il rumore delle onde.
Non c’era nessuno. Solo io, il mare, e quella sensazione che a molte persone fa paura solo a pensarci: essere completamente sole, in un posto che non conoscono, in un paese che non è il proprio. Eppure, in quel momento, non ho sentito nessuna paura. Ho sentito pace.
Non sono partita per superare una paura
Se segui contenuti sul viaggio in solitaria, probabilmente hai già letto decine di articoli che partono tutti dalla stessa premessa: “Avevo paura, ma ce l’ho fatta.” È una narrativa potente e capisco perché funzioni. Ma non è la mia storia, e non voglio raccontartela come se lo fosse.
Il mio primo viaggio da sola non è nato dalla voglia di vincere un’ansia è nato dal desiderio di andarmene dall’Italia. Non avevo un itinerario fisso, non avevo un’assicurazione di viaggio, non avevo pianificato ogni singolo giorno. Avevo solo la voglia di partire e la convinzione che me la sarei cavata.
Questo non significa che viaggiare da sola non richieda attenzione. Significa che, per me, la sicurezza non è mai stata una questione di pianificazione ossessiva, ma di istinto nel momento: non uscire di notte in zone che non conosco, allontanarmi se sento che qualcuno si sta avvicinando in un modo che non mi piace, ascoltare quella vocina che tutte le donne hanno imparato, per necessità, a riconoscere.
Ti dico questo perché se stai pensando al tuo primo viaggio da sola e ti senti in colpa per non avere “abbastanza paura” da giustificare tutta la preparazione che pensi ti serva, voglio che tu sappia una cosa: puoi partire anche solo perché ne hai voglia.
Non hai bisogno di una crisi esistenziale o di un trauma da elaborare. A volte la ragione più valida è semplicemente: voglio vedere cosa c’è oltre la mia routine.
Il valore di un posto vuoto
Tornando a Playa El Pinque: quello che rende speciale un posto come questo non è solo il paesaggio: sabbia nera, un hotel di lusso alle spalle, il silenzio dell’alba. È quello che ti permette di fare quando sei sola: nulla, e allo stesso tempo tutto.

Quando viaggi in compagnia, anche il momento più contemplativo viene filtrato attraverso un’altra persona. Commenti quello che vedi, condividi una reazione, aspetti che l’altro sia pronto per andare avanti. Quando sei sola, quel filtro sparisce.
Puoi stare venti minuti a guardare il mare senza che nessuno ti chieda se sei pronta per andare a fare colazione, o cambiare programma all’ultimo minuto, perché un posto ti ha colpito più del previsto. Puoi semplicemente esistere, senza doverti spiegare.
Tenerife, in questo, è un’isola generosa. Ha spiagge conosciute e affollate, certo, ma ha anche decine di angoli come Playa El Pinque: piccoli, silenziosi, spesso ignorati proprio perché non sono i primi risultati che trovi cercando “cosa vedere a Tenerife”. Sono i posti che scopri camminando, chiedendo, sbagliando strada, tornando indietro. Sono i posti che, se viaggi sola, hai il tempo e la libertà di cercare davvero.

Le domande che mi fanno più spesso
Da quando racconto le Canarie e in particolare Tenerife a donne che vogliono viaggiare sole, alcune domande tornano sempre. Provo a rispondere qui, con la stessa onestà con cui rispondo nei messaggi privati.
È sicuro viaggiare da sola a Tenerife? Nella mia esperienza, sì, con lo stesso buon senso che useresti in qualsiasi altra destinazione. Tenerife è un’isola turistica, abituata a visitatori di ogni tipo, e le zone più frequentate sono ben illuminate e vissute anche di sera. Come ovunque, evito zone isolate di notte e mi fido del mio istinto quando qualcosa non mi convince.
Come ti muovi sull’isola? Uso principalmente il bus TITSA, che collega bene le zone turistiche e i paesi dell’entroterra, e Google Maps per orientarmi. Prenoto gli appartamenti su Booking e resto in contatto con casa tramite WhatsApp. Non uso Uber: alle Canarie spesso costa più di un taxi normale, quindi non conviene.
E se mi sento sola durante il viaggio? Succede, ed è normale. Viaggiare da sola non significa essere sole ventiquattr’ore su ventiquattro: puoi scegliere quando cercare compagnia in un ostello, in un tour, chiacchierando al bar e quando invece goderti il silenzio. La differenza, rispetto a viaggiare in gruppo, è che questa scelta la fai tu, momento per momento, e non ti viene imposta dal programma di qualcun altro.
Cosa porti a casa, oltre alle foto
Quello che porti a casa da un viaggio come questo non è solo un rullino pieno di spiagge nere e tramonti. È la prova, vissuta sulla tua pelle, che sai farcela. Che puoi prenotare un appartamento, capire un bus in una lingua che non è la tua, trovare una spiaggia nascosta senza che nessuno ti accompagni per mano. È una fiducia che poi ti porti dietro anche a casa, nella vita di tutti i giorni, nelle decisioni che prendi da sola, nei momenti in cui devi contare solo su te stessa.
Playa El Pinque, per me, è diventata un simbolo di questo. Non perché sia la spiaggia più bella di Tenerife, ce ne sono altre più spettacolari, più fotografate, più “instagrammabili”. Ma perché rappresenta esattamente il tipo di scoperta che il viaggio in solitaria rende possibile: piccola e silenziosa.
Se stai pensando al tuo primo viaggio da sola, a Tenerife o altrove , non aspettare di sentirti pronta al cento per cento, o di aver superato ogni dubbio. Parti con quello che hai: la voglia, un po’ di buon senso, e la disponibilità a scoprire posti che nessuna guida ti segnalerà mai.
P.S. Sono Elena, viaggio da sola alle Canarie e ti racconto come farlo anche tu.